- Rum giamaica, 1/2
- Succo d'arancia filtrato, 1/2
- Succo di limone, 10 gocce
Questo cocktail, che si chiama come i piantatori di canna da zucchero della Giamaica, è un ottimo dissetante che si ottiene agitando gli ingredienti nello shaker con ghiaccio.
Questo cocktail, che si chiama come i piantatori di canna da zucchero della Giamaica, è un ottimo dissetante che si ottiene agitando gli ingredienti nello shaker con ghiaccio.
Sciacquate bene l'orzo perlato e lessatelo in abbondante acqua salata. Nel frattempo lavate le foglie di porro (lasciatele intere per tutta la lunghezza), sbollentatele per un minuto in acqua leggermente salata, raffreddatele sotto l'acqua corrente e stendetele ad asciugare su un canovaccio. Dividetele a metà per ottenere otto strisce abbastanza larghe. Schiacciate una decina di grani di pepe verde in un mortaio di legno. Lavate accuratamente le capesante, asciugatele e passatele al mixer con la panna, un pizzico di sale e il pepe verde pestato. Formate col composto delle specie di polpettine, avvolgetele nella foglia di porro fermandola con uno stuzzicadenti. Cuocete i piccoli involtini al vapore per 10 minuti. Tritate finemente la carota, la zucchina, lo scalogno, il sedano e un ciuffo di prezzemolo. Mettete l'orzo sgocciolato in una ciotola, unite il trito di ortaggi crudi e condite con olio e pepe. Servite gli involtini ben caldi accompagnandoli con l'orzo.
Cioè: acciughe crude cotte dal succo di limone. Diliscare e buttare le teste delle piccole acciuga della Plaja di Catania (che i pescatori mangiano anche crude) e metterle, così aperte, a cuocere a freddo nel succo di due limoni. Lasciarle in un grande piatto per circa mezz'ora, affinché l'azione dell'acido citrico possa cuocere la tenerissima carne delle acciughe che, da rossa che era, diventerà bianca. A questo punto buttare il primo succo di limone, dove rimarranno le tracce del sangue delle acciughe, se queste erano freschissime. Condire con olio d'oliva di prima spremitura, foglioline di prezzemolo intere, il succo degli altri due limoni, sale, pepe, un peperoncino rosso intero e guarnire con fette di limone.
Lessare separatamente patate, carote e piselli. Tagliare tutto a cubetti. Unire i ravanelli e la barbabietola a pezzetti e i capperi. Salare leggermente e con dire con maionese. Unire anche la polpa di granchio scolata e privata delle cartilagini. Decorare con cetriolini e uova sode.
E' un aperitivo che si prepara mescolando tutti gli ingredienti nel mixer con ghiaccio.
Tagliare la cipolla a fettine sottilissime e lasciare ammorbidire in acqua calda e aceto per mezz'ora. Scolare e asciugare con della carta assorbente. Pelare i pomodori e tagliarli per il lungo a spicchi. Tritare il peperoncino e mescolare con la cipolla e il pomodoro, poi condire con sale, pepe e olio. Decorare con il prezzemolo.
Prendete la rotonda della coscia o girello di un vitello di fassone, mettetelo in una terrina e copritelo con aceto ed acqua (mezzo litro di aceto bianco dovrebbe bastare), aggiungete la cipolla affettata grossolanamente, i chiodi di garofano, il pepe nero, la cannella, l'alloro e il sale. Lasciate la carne a macerare nella marinata almeno 12 ore, ovvero una notte. Adesso fate brasare il girello: prendete una casseruola, fatevi sciogliere due noci di burro e poi disponete la carne ben sgocciolata e fatela rosolare un po' affinché faccia una sottile crosta. A questo punto aggiungete le acciughe dissalate e diliscate e fatele sciogliere nel burro, quindi versate nell'intingolo il tuorlo d'uovo sodo sbriciolato. Rimestate e aggiungete subito la marinata. Fate cuocere a casseruola scoperta fino a quando il sugo si è ben ristretto. La cottura, comunque, non deve essere troppo prolungata, altrimenti la carne, quando sarà servita fredda e a fette, apparirà asciutta e prosciugata dei suoi umori. Togliete la carne e affettatela non troppo sottilmente, versate sopra le fette il fondo di cottura dopo averlo passato al setaccio e guarnito coi capperi precedentemente lavati sotto l'acqua corrente. Il vitel tonné va servito freddo. Questo piatto, come avrete notato, nulla ha a che spartire col vitello tonnato odierno, vivanda nobilissima a base di carne di vitello lessa, tagliata e ricoperta con una salsa ottenuta da maionese, tonno e capperi e una spruzzata di succo di limone. Il francesismo tonné (ovvero tannè) starebbe per conciato, ossia accomodato, secondo Luciano De Giacomi. Ma significa pure scuro, cupo, come del resto appare la salsa d'acciughe che guarnisce questo piatto. Vino consigliato: Dolcetto di Dogliani.